Il Planetario - PlanetarioMilano
Il Planetario
Il Civico Planetario di Milano "Ulrico Hoepli" è un Istituto per la didattica e la divulgazione dell'Astronomia, gestito dal Comune di Milano.
Fa parte, insieme all'Acquario e al Museo di Storia Naturale, dei Civici Musei Scientifici. Dal 2016 l'attività pubblica e scolastica è svolta in collaborazione con l'Associazione LOfficina, concessionaria anche dei servizi di biglietteria e del bookshop.
È il più grande e antico in Italia e prende il nome dallo strumento "planetario", un sistema di proiezione che riproduce, con grande realismo e suggestione, l'aspetto del cielo stellato e i suoi movimenti. Vero e proprio "simulatore di cielo" ottico-meccanico, può riprodurre il cielo visto dalla Terra nel passato, nel presente e nel futuro. Apparecchiature multimediali e di video-proiezione ne aumentano notevolmente le potenzialità didattiche e spettacolari, mettendo a disposizione del conferenziere filmati, animazioni e immagini in gran parte prodotti dall’Istituto stesso.
Il Planetario si trova a Milano all’interno dei Giardini Pubblici di Porta Venezia (Giardini Montanelli) a poca distanza dal Museo di Storia Naturale. L'edificio fu progettato in stile neoclassico dall'architetto Piero Portaluppi, uno dei protagonisti dell’architettura italiana del XX secolo. Inaugurato il 20 maggio 1930, fu donato alla città di Milano dall'editore svizzero Ulrico Hoepli.
"Alla Generosa Milano, mia patria d'adozione, dono, con animo riconoscente, il Planetario [...]" (U.Hoepli, Il planetario di Milano, maggio 1930)
LO STRUMENTO
Il planetario è un sistema di proiezione che riproduce, con grande realismo e suggestione, l'aspetto del cielo stellato e i suoi movimenti. Si presenta come un traliccio cilindrico mobile con una grossa sfera a ciascuna estremità. Una potente lampada all'interno di ogni sfera illumina una serie di lastre circolari di vetro che generano le immagini delle stelle di un determinato settore del cielo. Ciascuna lastra, simile a una diapositiva, è completamente annerita tranne che nei punti corrispondenti alle stelle. I proiettori delle stelle più luminose si trovano su piattaforme circolari fra il traliccio e ciascuna sfera. In corrispondenza di ogni lastra, sulla superficie della sfera, è montato un obiettivo di proiezione. Una "palpebra" mobile davanti a ciascun obiettivo, mantenuta orizzontale da un contrappeso, copre l'obiettivo quando esso punta sotto l'orizzonte. Si evita così che vengano proiettate le stelle che, trovandosi al di sotto dell'orizzonte, non sono visibili al momento dell'osservazione.
Lo strumento può ruotare attorno a tre assi per simulare il moto diurno, la precessione degli equinozi e il movimento in latitudine.
La parte centrale del traliccio alloggia i proiettori fissi degli oggetti diffusi (Via Lattea e nubi di Magellano) e quelli mobili dei corpi del Sistema Solare visibili a occhio nudo. Per ciascuno di questi corpi, la cui immagine è ingrandita per ragioni didattiche, esistono in realtà due proiettori affiancati. Questa disposizione evita che, a causa del movimento del planetario, l'immagine di un proiettore venga nascosta dalle gambe di sostegno del traliccio facendo scomparire l'oggetto dal cielo.
A ciascuna sfera principale ne è fissata una più piccola con i proiettori per i nomi delle costellazioni. Altri proiettori mostrano i principali cerchi e riferimenti astronomici come il meridiano locale e una porzione del reticolo di coordinate celesti. Ulteriori proiettori presso la postazione di comando riproducono una pioggia di stelle cadenti, una rappresentazione in movimento del Sistema Solare e una immagine schematica del globo terrestre.
Il conferenziere controlla il planetario mediante manopole e pulsanti dalla postazione alla sinistra dell'ingresso della sala. La freccia luminosa verde per indicare una specifica posizione in cielo è generata da un piccolo proiettore mobile usato dal conferenziere come una torcia elettrica.